“Posso andare in pensione prima dei 67 anni? E se sì, come?” è la domanda che riceviamo più spesso.
Non è solo un tema economico, ma anche emotivo: smettere di lavorare significa riconquistare tempo, libertà e qualità della vita. Ma dietro questa domanda c’è anche un timore: e se la pensione non bastasse?
La risposta non è mai uguale per tutti, ma una cosa è certa: il risparmio è la leva principale che ti permette di scegliere come e quando andare in pensione.
In questo articolo lascio la parola a Daniele Stroppiana, co-fondatore, insieme a me (Christian Roncarolo) del progetto www.migliorpensione.it, il servizio che aiuta le persone a creare una pensione che le dia Serenità.
A lui lascio il compito di spigarti, in modo chiaro e più semplice possibile, come funziona la pensione in Italia nel 2025, quali possibilità reali ci sono per anticipare l’uscita e come il risparmio può trasformarsi in uno strumento concreto per vivere con serenità anche prima dei 67 anni.
Pensioni in Italia nel 2025: il quadro aggiornato
I tre sistemi di calcolo
Il nostro sistema previdenziale si basa su tre metodi di calcolo:
- Retributivo: valido per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. L’assegno dipende dagli ultimi stipendi: più erano alti, più alta sarà la pensione.
- Misto: riguarda chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 senza raggiungere i 18 anni pieni. La pensione nasce dalla somma di una quota retributiva e una quota contributiva.
- Contributivo puro: interessa chi ha iniziato a versare solo dal 1° gennaio 1996. In questo sistema l’assegno è legato ai contributi effettivamente versati, rivalutati e trasformati in pensione tramite i coefficienti di trasformazione.
Pensione di vecchiaia e requisiti minimi
Per la pensione di vecchiaia servono:
- 67 anni di età;
- 20 anni di contributi.
Per i contributivi puri si aggiunge la soglia dell’importo: almeno pari all’assegno sociale (538,69 € lordi/mese nel 2025). Chi non raggiunge questa cifra non può andare in pensione a 67 anni, ma deve aspettare i 71.
Chi invece ha anche un solo contributo prima del 1996 non ha questa limitazione: con 67 anni e 20 anni di contributi può uscire, anche con assegni bassi, grazie all’integrazione al minimo (603,40 € nel 2025).
Pensioni anticipate: ordinaria e contributiva
Le due principali vie per anticipare l’uscita sono:
- Anticipata ordinaria (Fornero): 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, più la finestra di attesa.
- Anticipata contributiva: dai 64 anni, con almeno 20 anni di contributi, se l’assegno raggiunge almeno tre volte l’assegno sociale, cioè 1.616,07 € nel 2025.
La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 è la possibilità di raggiungere questa soglia anche attraverso la rendita di un fondo pensione.
Risparmio e pensione: perché è la chiave per anticipare la tua pensione?
Il risparmio entra in gioco in due modi. Da un lato ti aiuta a coprire i periodi “vuoti” in cui non lavori più ma non hai ancora maturato i requisiti. Dall’altro ti permette di superare soglie economiche che, senza, ti precluderebbero l’uscita.
- Risparmio e pensione di vecchiaia: per chi è misto o retributivo, il risparmio serve come integrazione: non incide sul diritto alla pensione, ma ti permette di mantenere uno stile di vita dignitoso. Per i contributivi puri, se non si raggiungono i 538 €, il risparmio non può “sbloccare” la pensione a 67 anni, ma può sostenerti nei quattro anni da coprire fino ai 71.
- Risparmio e pensione anticipata ordinaria: in questo caso il risparmio non incide sul diritto, ma integra l’assegno. È fondamentale soprattutto per chi esce con carriere discontinue o stipendi non elevati.
- Risparmio e pensione anticipata contributiva (novità 2025): qui il risparmio diventa decisivo. Con la Legge di Bilancio 2025 puoi colmare la differenza tra l’assegno INPS e la soglia minima di 1.616 € grazie alla rendita di un fondo pensione. È la prima volta che lo Stato riconosce ufficialmente la previdenza complementare come strumento per anticipare la pensione pubblica.
Strumenti concreti: fondo pensione e RITA
Il fondo pensione è lo strumento centrale. Ti permette di accumulare capitale con vantaggi fiscali e di trasformarlo in rendita quando serve.
Un’opzione particolarmente interessante è la RITA (Rendita Temporanea Integrativa Anticipata): puoi usare il capitale del fondo per ricevere un reddito mensile fino alla pensione pubblica. Significa che puoi letteralmente smettere di lavorare anni prima, sostenuto dal tuo risparmio previdenziale.
Esempi reali: Giusy, Marco e Riccardo
- Giusy, imprenditrice: con 100.000 € accumulati in un fondo pensione ha scelto la RITA, ottenendo 20.000 € l’anno per 5 anni. Ha smesso di lavorare senza aspettare i 67 anni.
- Marco, libero professionista: ha costruito rendite da 2.000 € al mese grazie a immobili e investimenti. Può permettersi di smettere di lavorare e aspettare la pensione INPS senza ansie.
- Riccardo, dipendente: non raggiungeva i 1.616 € per la pensione anticipata contributiva. Versando TFR e 50 € al mese in un fondo pensione, raggiungerà la soglia e potrà uscire a 64 anni.
Tre percorsi diversi, ma con un denominatore comune: il risparmio pianificato nel tempo.
Conclusioni: il tempo non torna indietro!!
La possibilità di andare in pensione prima non è riservata a pochi privilegiati. È un obiettivo raggiungibile da chi sceglie di pianificare, risparmiare e utilizzare strumenti previdenziali adeguati.
Ogni anno che rimandi è un anno perso di libertà futura. Per questo, se vuoi davvero smettere di lavorare prima, il momento giusto per iniziare è oggi.
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